BREVE BIOGRAFIA
Padre e dottore della Chiesa latina, San Girolamo è nato a Stridone, in Dalmazia, da famiglia cristiana verso l'anno 347.
Si procurò un eccellente erudizione a Roma che poi completò, lungo tutta la sua vita, anche attraverso numerosi viaggi durante i quali incontrò e strinse amicizia con alcuni fra i più famosi Padri della Chiesa.
Fu consacrato sacerdote a 38 anni. La vasta e profonda cultura, le cinque lingue che parlava, l'amore a Cristo e alla Chiesa, hanno fatto di San Girolamo uno scrittore di primo piano, fra i Padri latini: di eccezionale contenuto morale e spirituale sono le sue lettere, il commento all'Antico e Nuovo Testamento, il trattato sulla Vergine.
Ma il nome e la vita di San Girolamo sono legati alla Bibbia. Divenuto segretario di Papa Damaso, ebbe da questi l'incarico di tradurre la Bibbia in latino dai testi originali.
Dopo la morte di Papa Damaso si ritirò in Terra Santa e qui trascorse gli ultimi 35 anni della sua vita.
Prendendo parte molto attiva alle vicende e necessità della Chiesa, si dedicò in modo particolare, alla preghiera, alla penitenza, all'approfondimento dello studio delle Sacre Scritture e alla guida di cenacoli di vita ascetica e monastica.
Morì a Betlemme nell'anno 419/420.
Il culto del Santo dalmata è costante e vivo a Rimini fin dal sec.XV ed è molto legato alla famiglia dei Malatesta. Il Beato Galeotto Roberto favorì la Congregazione dei Romiti allora sorta da poco (1430) donando ad essi, sulla parte superiore del colle Paradiso, un terreno selvoso. Il Beato convisse con loro nel cenobio di Scolca durato fino al 1797.
Il tempio Malatestiano, dalla trasformazione albertina, ebbe una Cappella dedicata al Santo, la terza a destra di chi entra, nella cui nicchia campeggiava una statua in stucco modellata da Agostino di Duccio che vi rimase fino al 1755.
Nel 1442 fu istituita la
Confraternita di San Girolamo, tuttora attiva alla quale
appartennero beati, cardinali e vescovi. Nel 1626 la Confraternita aveva eretto un
Oratorio che, dopo il Tempio Malatestiano, era il più insigne
monumento d'arte e di fede, posseduto dalla città, distrutto
completamente dalle bombe nel marzo del 1944 durante l'ultimo
grave conflitto.
I Gerolamini si propagarono largamente in diocesi, tanto che sul
colle Covignano risiedette il successore del B.Pietro Gambacorti
di Pisa, generale della Congregazione, e nel 1438 vi fu celebrato
anche un Capitolo Generale.
Nella bella chiesa di Saludecio, tuttora aperta al culto, già
dei Gerolamini, troneggia sull'altare maggiore, un bel S.Girolamo
del pittore Montanari.
Nel 1641 la Confraternita fece eseguire dal pittore Gian Francesco Barbieri (Guercino) una splendida tavola raffigurante il santo nel deserto, scosso dallo squillo dell'angelica tromba.
Nella chiesa malatestiana di S.Maria Annunziata di Scolca (S.Fortunato), c'era un quadro con S.Leone, S.Sebastiano e S.Girolamo (sec.XVI), trasportato prima nella Galleria Municipale poi nella Pinacoteca.
Nel 1651, il riminese Sebastiano Bonadies scrisse la vita del dottore massimo della Chiesa, San Girolamo, edita dal Simbeni di Rimini.
Nel 1685 ventisei dipinti del P.Cesare Pronti, furono decorati delle storie della vita di S.Girolamo, oggi in parte conservati nell'Oratorio della Confraternita (S.Giovannino). Ivi è anche un artistico altorilievo raffigurante il transito di San Girolamo, fatto dallo scultore Antonio Trentanove, per riconoscenza al sodalizio per aiuti ricevuti nel compimento dei propri studi artistici, al quale la Confraternita contribuì largamente.
Nella civica Pinacoteca di Rimini esiste un quadro di Giovanni Battista Pittoni (olio su tela in buono stato di conservazione) raffigurante San Girolamo penitente dinanzi al Crocifisso.
L'antichissima Confraternita ottenuti dallo Stato i danni di guerra relativi alla distruzione della chiesa monumentale e dei fabbricati annessi, rimetteva nelle mani dell'Ordinario Diocesano, S.E.R. Mons.Emilio Biancheri, Vescovo di Rimini, il relativo importo al fine di far sorgere una chiesa parrocchiale intitolata al Santo Eremita.
Mons. Biancheri accoglieva il dono con riconoscenza e con bolla vescovile del 3 settembre 1961 (civilmente riconosciuta il 18 marzo 1962) istituiva la nuova parrocchia di San Girolamo che iniziava la sua attività il primo ottobre 1965.
INNO DEDICATO A
SAN GIROLAMO
CON LA VELA TESA
1. Quando la mia mente
non trova ciò
che vale,
vive di
illusioni
e senza più
sperare.
Si chiude in se
stessa
e nelle sue
paure,
ma sogna cose
vere
e quelle più
sicure.
2. La fedeltà dei martiri,
come
una vela tesa
al soffio dello
Spirito,
fa
crescere la Chiesa;
gli onori e le ricchezze
rallentano il suo passo,
la rendono più tiepida,
incline al compromesso.
Guarda le tempeste,
le lacrime e i dolori,
passano le cose
e passano
gli onori,
ma una cosa è certa:
l’amore
di Cristo
è l’unico che resta.
(finale) L’amore
di Cristo
è l’unico che resta.