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'ATRIO  n.17
marzo / aprile 2008

GESÙ È RISORTO. 
AUGURI DI PASQUA


Viene la Pasqua.
Anzi è già venuta.
È la Pasqua di Gesù.
Pasqua di morte
e di risurrezione.
Una insieme all’altra,
mai una da sola.
Tempi brevi, per Gesù:
è il primo, apre la strada.
L’ha voluto Lui, l’ha fatto Lui.
«Dio ha tanto amato il mondo…
Li amò sino alla fine»,
senza calcoli.
L’amore è premio a se stesso.
Ma stanno parlando di noi,
non possiamo ignorarlo.
Pasqua di morte
e di risurrezione,
mai una da sola.
Anche per noi tempi brevi,
se pensiamo all’eternità:
basta seguirlo oggi.
La Pasqua comincia dentro.
Andiamo. La via è aperta.

                      
don Renato

UNO DI NOI

FRANCESCO BARONE, insieme con altri di varie parrocchie,  sarà istituito “Lettore” dal Vescovo, domenica 9 marzo alle ore 17,30 in Cattedrale.

 

Abbiamo chiesto a Francesco:

Come ti è venuto in mente di fare questo cammino specifico?

Tutto è nato lo scorso anno quando ho frequentato il corso per operatori pastorali. Mi iscrissi perché volevo arricchire la mia conoscenza sulla Sacra Scrittura che era, ed è ancora, molto elementare, ma del resto non si finirà mai di conoscere e scoprire la Parola di Dio. Durante un incontro don Tarcisio Giungi presentò, tra le altre, la figura del ministro lettore che mi affascinò subito e così, giorno dopo giorno, è maturata in me questa sorta di chiamata, confermata da don Renato.

 

Che cosa si aspetta da te la Chiesa istituendoti Lettore?

Se dovessi dare una risposta in tono ufficiale, dovrei dire che la Chiesa si aspetta che io promuova la proclamazione della Parola di Dio, che la porti nelle case dei parrocchiani, o quanto meno che mi renda partecipe e mi offra affinché tutti possano abbeverarsi ad essa. Rispondendo in modo ufficioso, il solo sapere che la Chiesa si aspetta qualcosa da me mi spaventa perché non mi sento degno di un tale dono. Perché per me far conoscere Gesù agli altri, è una grande grazia.

Nelle altre parrocchie che cosa fanno i Lettori già istituiti?

Secondo le esperienze che ho sentito durante il corso, i Lettori leggono la Parola di Dio durante la Liturgia, cercano di farla conoscere attraverso incontri, testimonianze ed esperienze di questo tipo. Un altro compito importante che rivestono è quello di preparare i lettori della domenica. E  poi sono disponibili ad incontrare le famiglie che chiedono il Battesimo per i propri bimbi… Insomma, di cose da dire ce ne sarebbero.

 

Quanto dura questo incarico?

L’incarico dura tre anni. Proprio per dare alla Comunità e al Lettore la possibilità di confermare l’incarico in base all’esperienza fatta.

 

Quale rapporto con gli altri parrocchiani e gli altri operatori pastorali?

Mi auguro di grande collaborazione, soprattutto con gli altri operatori. Del resto siamo o no, i Fanti dell’esercito di Dio?

 

CARTA CANTA...

Non è poi tanto «innocua» la superstizione della cartomanzia.

 

Quanta gente, soprattutto donne, va dalla cartomante…

E le donne “cristiane” troppo spesso non fanno eccezione. Cosa chiedono le donne (ma anche alcuni uomini…) alle carte? Denaro… Lavoro… Salute… Amore… Molto amore: rapporti interrotti, fidanzamenti che non giungono al matrimonio, assicurazioni sul futuro fidanzato e marito della figlia, della sorella, dell’amica…

E come mai ci si rivolge alle cartomanti per sapere in anticipo tutte queste cose? Perché alla maestrìa dell’ «operatrice dell’occulto» si attribuisce la capacità di divinare il futuro, più o meno oscuramente: le carte sono uno strumento a questo fine.

I cattolici che cento volte chiedono ai sacerdoti, ai laici più preparati, alla Dottrina della Chiesa una parola chiara in merito a questa pratica hanno il diritto di avere una risposta chiara. Che è semplice: ogni “interrogare” la materia (carte, fondi del caffè, pendolini etc.) per avere notizie del proprio futuro e di quello delle persone care è semplicemente una superstizione.

Per il Cristianesimo, “superstizione” è ogni atto di culto falso o indebito: ad esempio la venerazione di reliquie non ufficialmente riconosciute, le preghiere a fini illeciti, i riti privati o autoinventati, la divinazione in ogni sua forma (che è cosa distinta dal vaticinio), la magia, etc.

Pensare che un qualsiasi mezzo o medium ci aiuti a comprendere il futuro – o una parte di esso -, aggiunge inoltre alla superstizione la negazione della nostra libertà di esseri umani: come se la cartomante riuscisse a far cambiare idea al fidanzato disamorato di nostra figlia per rassicurarci…

Chiediamoci tuttavia perché, a dispetto di ogni possibile razionalità, nell’Europa del 3° millennio la superstizione dilaga, e perché i Maestri delle nostre scelte sono diventati i maghi e i cartomanti.

Per la maggior parte dei nostri simili Dio, ammesso e non concesso che esista, comunque non conta nulla. Siamo ritornati indietro di 2.500 anni, al tempo del deus otiosus o "sconosciuto" delle religioni “pagane”.

Il Cardinale Giacomo Biffi ha scritto: non credere più a Cristo non ha condotto la gente a non credere in nulla: al contrario, ora si crede in tutto.

Oggi si ha la pretesa che qualsiasi credenza individuale valga come qualsiasi altra: credere in Cristo, in Buddha, in Sai Baba, nel sesso o nella droga è uguale: una credenza, in quanto tale, è soggettiva e relativa.

Ecco quindi che il mondo del relativismo, in cui siamo liberi di fare tutto quello che vogliamo, finché lo vogliamo, e di cambiare se lo vogliamo è  un mondo in cui non siamo affatto liberi dal sacro, ma è un mondo in cui la sacralità si rovescia, la religione viene superata nelle sue innumerevoli parodie, la superstizione dilaga veramente sovrana.

Una nota finale:  Che significa quindi la “pretesa” di Gesù Cristo di essere Via, Verità e Vita?

Adolfo Morganti

Responsabile Diocesano del G.R.I.S.

Gruppo di Ricerca e Informazione

Socio-religiosa



Una riflessione più completa si trova nella Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana che ha per titolo: "A proposito di Magia e Demonologia". La puoi leggere su  www.grisrimini.org 

“Agli «operatori dell’occulto»  - e alle loro vittime - dobbiamo ricordare  che il loro agire è fuorviante e in antitesi alla verità e alla consistenza della fede. La nuova evangelizzazione non deve disattendere di farsi coscienza critica e denuncia di tutte quelle forme di magia che - a diverso titolo tra magia «bianca» e magia «nera» - si oppongono ai contenuti della fede e ad una visione della vita in corrispondenza alla rivelazione di Dio consegnata alla Chiesa.”.   

UNA SOLA PASQUA

Il presidente della Conferenza episcopale di Grecia, presente all’assemblea ecumenica di Sibiu, ha dichiarato: «Un appello che vorrei far giungere a tutti cristiani è di mettere da parte tutte le testardaggini e trovare una data per celebrare la Pasqua nello stesso giorno! …

È di una portata decisiva perché se non lo faremo noi… verranno i vari governi atei a dirci: “O vi mettete d’accordo o noi non terremo mai più in conto la vostra Pasqua”.

Noi in Grecia, già dal 1968, grazie ad un permesso speciale di Paolo VI, celebriamo la Pasqua con gli Ortodossi nello stesso giorno. Il mio auspicio è che tutti insieme possiamo dire per Pasqua: Cristo è risorto!»

M. Enrica, del gruppo per l’ecumenismo