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'ATRIO  n.14
settembre / ottobre 2007 

SOGNO LA CHIESA DAI CINQUE TALENTI


estratto dal Messaggio di mons. Francesco Lambiasi alla Diocesi di Rimini (15.9.2007)

 

Il primo talento è lo splendore della verità.

La verità non è una formula complicata o un argomento più o meno ghiotto da talk-show né una utopia vaga e vaporosa; non è neanche una grande idea astratta e lontana: è una storia, anzi una persona, quel Gesù di Nazareth, crocifisso e risorto da cui l’apostolo Paolo è stato irresistibilmente at­tratto e da cui si sente immeritatamente amato.

Gesù è una persona talmente viva da far­gli dire: “Non sono più io che vivo, ma è Cri­sto che vive in me, Lui che mi ha amato e ha voluto morire per me”. E’ vero: quando tu, fratello, sorella, ti lasci afferrare da Lui, la vita cambia e diventa “cristiana”, a misura di Cristo: riesci, per suo dono, a vedere la storia e il mondo come Lui, ad amare e a perdonare come Lui, a sperare come insegna Lui, in una parola ti è dato di vivere come Lui, con Lui, di Lui.

 
Il secondo talento
è il pane dell’eucaristia.

L’accanimento edonistico – il piacere sempre e comunque - crea un mare di soffe­renze… Cosa possiamo fare noi? I lamenti sterili non servono, i proclami retorici non risolvono. L’eucaristia è la nostra straordi­naria, insostituibile risorsa: non ci aliena dal mondo, ma ci immerge in esso con l’energia dell’amore e ci abilita a trasformare il creato e la storia in segni efficaci del futuro del mondo.

Tutti siamo abbastanza poveri per dover ricevere, tutti abbastanza ricchi per poter dare: abbiamo qualche ora di tempo da of­frire, qualche competenza da mettere a di­sposizione, almeno un sorriso o un gesto di consolazione o di perdono da donare.

Insomma chi di noi non ha i suoi “cinque pani e due pesci”? Se siamo disposti a met­terli nelle mani del Signore, basteranno e  avanzeranno perché nel nostro an­golo di mondo ci sia un po’ più di fra­ternità, di pace, di giustizia e, perché no? un po’ più di gioia.

 

Il terzo talento di ogni cristiano è il dono della Chiesa.

Viaggiando in Italia e all’estero in questi anni, mi sono sempre più con­vinto che è ormai giunto al capolinea il cristianesimo dell’abitudine e della convenzione e sta rinascendo il cri­stianesimo della convinzione e della scelta.

Oggi scegliere Cristo è tornato a costare, ma è possibile compiere que­sta scelta solo per amore. Noi amiamo questa Chiesa, che nonostante le sue rughe, è stata per noi la madre che ci ha generato alla fede.

Con una madre non ci si può mai sentire in credito: noi sappiamo che senza la Chiesa, non avremmo incon­trato Gesù Cristo. E in questa barca ci restiamo ricordando che nella Chiesa c’è posto per tutti, ma tutti devono stare al loro posto.

Personalmente mi piace esprimere questa stessa convinzione con l’immagine del coro: ognuno canta con il suo timbro di voce personale e inconfondibile, ma tutti sono impe­gnati ad eseguire lo stesso spartito, quello del vangelo.

 

Il quarto talento che ci è stato do­nato al battesimo è la croce.

Ma davvero la croce è un dono? Per molti oggi la croce non è più una bella notizia, perché è stata staccata da Gesù, e allora non viene più vista come dono e amore, bensì come do­lore, pena e tristezza. Ma è Gesù che dà senso alla croce, non il contrario!

Alla scuola del nostro unico Mae­stro crocifisso, la croce non appare più come la negazione dell’umano: è piuttosto il suo inimmaginabile com­pimento.

Il cristianesimo è la religione del “grande sì”. La fede non uccide l’intelligenza: la tiene in vita. Il van­gelo non inibisce l’affettività, la ses­sualità: le mantiene in quota.

Il divino non boccia l’umano e non lo schiaccia: lo promuove e lo esalta.

 

E per finire ecco il quinto talento del cristiano, la gioia.

    Se è vero – come ci ha detto Gesù – che “non c’è amore più grande del donare la propria vita per amore” e che “c’è più gioia nel donare che nel ricevere”, allora è vero che la gioia più grande abita in… via della croce.

La croce infatti sta a dire fino a che punto il Padre di Gesù si è compro­messo con il nostro dolore: fino al punto da darci il suo bene più caro, la vita di suo Figlio. E questo Figlio è venuto in mezzo a noi non per tenerci un corso sulla sofferenza, ma per fare della sofferenza il percorso dell’amore.

Cristo in croce ci dice che Dio non sempre ci libera dal male, ma ci libera sempre nel male. E quando non può esaudire i nostri desideri, non manca però mai di realizzare le sue pro­messe.

    Vi voglio bene e vi benedico di cuore

                                           + Francesco Lambiasi Vescovo

 

UN BAGNO
NELLO SPIRITO.

Pellegrinaggio della parrocchia di San Girolamo a Loreto, 30 luglio 2007

 

Quando entri nella piazza dove sorge il Santuario Casa di Loreto, prova a pensare ad un’enorme vasca, dove puoi fermarti ed iniziare così il tuo “bagno spirituale”.

Se vedi passare una processione di ammalati, il tuo cuore s’intenerisce, ma sente anche gratitudine, tanta gratitudine…

T’immergi poi nel bagno vero e proprio entrando e soffermandoti in preghiera nella Casa di Maria, la Madre di Gesù e madre nostra.

Le pietre delle pareti, alle quali puoi appoggiarti, toccarle con mano implorante, ti parlano di Nazareth, modello di fede e di speranza.

Quando t’inginocchi e guardi per un attimo l’immagine della Madonna, la tua preghiera si fa più intensa e pensi che anche Maria, lì dentro, è diventata piccola piccola e tanto umile davanti ad una richiesta sconvolgente, ma che l’ha conquistata: il suo Sì al Signore!

Grazie Maria per il bene che ci vuoi!

   

   

   

   

IO STO BENE
Sui compiti delle vacanze

 

Rimini 1 agosto2007

Cara Lory,

tu sei al mare ed io qua che faccio i compiti, beata te! Però sto bene anch’io… Ora sento suonare le campane: c’è la Messa… adesso hanno smesso di suonare.

Io sto bene, non preoccuparti. In questo momento la maestra si sta stancando perché c’è un bambino un bel po’ birichino! (me l’ha detto la maestra di scrivere questa frase).

Fra mezz’ora andremo a casa; non vedo l’ora di andare dal mio nonno , che mi abbraccerà…

In fondo è bello stare qui con gli amici: abbiamo giocato e fatto merenda. Mi sto divertendo molto anche adesso che sto scrivendo nel quaderno che la mamma mi ha comprato per le vacanze.

Saluti dalla parrocchia di San Girolamo. Tuo fratello,

Davide.

 

Le insegnanti del doposcuola estivo, nell’augurare un proficuo anno scolastico a tutti i bambini e ragazzi  desiderano salutare con affetto chi è passato di qua per eseguire i compiti delle vacanze: Massimo, Luca, Ruben, Rupert, Elena, Benedetta, Valentina, Cecilia, Marco, Pietro, Veronica, Lucia, Giacomo, Emma, Davide, Lory, Matteo, Allegra, Olivia, Carlo, Elena, Riccardo, Iacopo, Filippo.

Rita F.L. 

    

   

   

   

ECUMENISMO

Un altro passo avanti

 

"La luce di Cristo illumina tutti. Speranza di rinnovamento e unità in Europa" questo il tema della III Assemblea Ecumenica Europea che si è svolta a Sibiu (Romania) dal 4 al 9 settembre.

In questa occasione la Commissione Ecumenica Diocesana ha organizzato nella serata del 4 settembre una veglia di preghiera insieme alla chiesa valdese e alla chiesa ortodossa, nella parrocchia di San Girolamo, per pregare insieme affinchè il cammino di riconciliazione fra le chiese cristiane d’Europa possa progredire più alacremente così che l’Europa possa diventare punto di riferimento di pace e di tolleranza insieme ad esempio di attiva collaborazione, per tutto il mondo.


Alle letture sacre, lette e commentate rispettivamente dal pa­store Arrigo Bonnes, dal prete orto­dosso Serafino Corallo e dal sacerdote cattolico Don Paolo Donati, si sono alternati i canti, suggestivamente interpretati dalla Comunità di Montetauro, e le preghiere delle tre rispettive comunità cristiane.

                                                      M.Enrica

POESIA

ECLISSI DI CUORE (Rita F. L.)

Luna rossa nel cielo di Marzo,
vestita a festa
per un magico incontro,
ci tieni compagnia
in una notte serena.
Prima di apparire rossa, però,
ti sei immersa completamente
nell’orbita terrestre,
oscurandoti:
ecco la tua eclissi totale,
benigna e passeggera.
Ma il tuo rossore, per caso,
non è dovuto forse
ad un sentimento “umano”
di vergogna,
nel vedere che gli abitanti
del tuo Pianeta non hanno più
rispetto per se stessi,
per le cose, per gli animali?
Forse hai pensato:
«Quando l’uomo non trova più
il tempo per giocare,
per sognare,
per studiare,
per pregare e soprattutto
per Amare,
allora sì la sua è una totale
ed inguaribile
eclissi di cuore!».

 

POESIA

Piazzale Carso (Vincenzo G.)

Come frammenti di mare

lanciati da solide fionde

ci tuffavamo sul pallone di cuoio

e il sole, il fischio del treno

rotolavano insieme con noi.

Come schegge di mare

su quel prato verde

schizzavano i nostri teneri sogni

avvolti in una striscia di cielo.