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'ATRIO n.14
settembre / ottobre 2007 |
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SOGNO LA CHIESA DAI CINQUE TALENTI
Il primo talento è lo splendore della
verità. La
verità non è una formula complicata o un argomento più o meno ghiotto da
talk-show né una utopia vaga e vaporosa; non è neanche una grande idea
astratta e lontana: è una storia, anzi una persona, quel Gesù di Nazareth,
crocifisso e risorto da cui l’apostolo Paolo è stato irresistibilmente attratto
e da cui si sente immeritatamente amato. Gesù
è una persona talmente viva da fargli dire: “Non sono più io che vivo, ma è
Cristo che vive in me, Lui che mi ha amato e ha voluto morire per me”. E’
vero: quando tu, fratello, sorella, ti lasci afferrare da Lui, la vita cambia
e diventa “cristiana”, a misura di Cristo: riesci, per suo dono, a vedere la storia
e il mondo come Lui, ad amare e a perdonare come Lui, a sperare come insegna
Lui, in una parola ti è dato di vivere come Lui, con Lui, di Lui.
L’accanimento
edonistico – il piacere sempre e comunque - crea un mare di sofferenze… Cosa
possiamo fare noi? I lamenti sterili non servono, i proclami retorici non
risolvono. L’eucaristia è la nostra straordinaria, insostituibile risorsa:
non ci aliena dal mondo, ma ci immerge in esso con l’energia dell’amore e ci
abilita a trasformare il creato e la storia in segni efficaci del futuro del
mondo. Tutti
siamo abbastanza poveri per dover ricevere, tutti abbastanza ricchi per poter
dare: abbiamo qualche ora di tempo da offrire, qualche competenza da mettere
a disposizione, almeno un sorriso o un gesto di consolazione o di perdono da
donare. Insomma chi di noi non ha i suoi “cinque pani
e due pesci”? Se siamo disposti a metterli nelle mani del Signore,
basteranno e avanzeranno perché nel nostro angolo di mondo ci sia un
po’ più di fraternità, di pace, di giustizia e, perché no? un po’ più di
gioia. Il terzo talento di ogni cristiano è il
dono della Chiesa. Viaggiando in Italia e
all’estero in questi anni, mi sono sempre più convinto che è ormai giunto al
capolinea il cristianesimo dell’abitudine e della convenzione e sta rinascendo
il cristianesimo della convinzione e della scelta. Oggi scegliere Cristo
è tornato a costare, ma è possibile compiere questa scelta solo per amore.
Noi amiamo questa Chiesa, che nonostante le sue rughe, è stata per noi la
madre che ci ha generato alla fede. Con una madre non ci
si può mai sentire in credito: noi sappiamo che senza la Chiesa, non avremmo
incontrato Gesù Cristo. E in questa barca ci restiamo ricordando che nella
Chiesa c’è posto per tutti, ma tutti devono stare al loro posto. Personalmente mi piace
esprimere questa stessa convinzione con l’immagine del coro: ognuno canta
con il suo timbro di voce personale e inconfondibile, ma tutti sono impegnati
ad eseguire lo stesso spartito, quello del vangelo. Il quarto talento che ci è stato donato
al battesimo è la croce.
Ma davvero la croce è
un dono? Per molti oggi la croce non è più una bella notizia, perché è stata
staccata da Gesù, e allora non viene più vista come dono e amore, bensì come
dolore, pena e tristezza. Ma è Gesù che dà senso alla croce, non il
contrario! Alla scuola del nostro
unico Maestro crocifisso, la croce non appare più come la negazione
dell’umano: è piuttosto il suo inimmaginabile compimento. Il cristianesimo è la
religione del “grande sì”. La fede non uccide l’intelligenza: la tiene in
vita. Il vangelo non inibisce l’affettività, la sessualità: le mantiene in
quota. Il divino non boccia
l’umano e non lo schiaccia: lo promuove e lo esalta. E per finire ecco il quinto talento
del cristiano, la gioia.
Se è vero – come ci ha detto Gesù – che
“non c’è amore più grande del donare la
propria vita per amore” e che “c’è più
gioia nel donare che nel ricevere”, allora è vero che la
gioia più grande abita in… via della croce. La croce infatti sta a
dire fino a che punto il Padre di Gesù si è compromesso con il nostro
dolore: fino al punto da darci il suo bene più caro, la vita di suo Figlio. E
questo Figlio è venuto in mezzo a noi non per tenerci un corso sulla
sofferenza, ma per fare della sofferenza il percorso dell’amore. Cristo
in croce ci dice che Dio non sempre ci libera dal male, ma ci libera sempre
nel male. E quando non può esaudire i nostri desideri, non manca però mai di
realizzare le sue promesse. Vi voglio bene e vi
benedico di cuore
+ Francesco
Lambiasi Vescovo |
UN BAGNO Pellegrinaggio della
parrocchia di San Girolamo a Loreto, 30 luglio 2007 Quando entri nella
piazza dove sorge il Santuario Casa di Loreto, prova a pensare ad un’enorme
vasca, dove puoi fermarti ed iniziare così il tuo “bagno spirituale”. Se vedi passare una
processione di ammalati, il tuo cuore s’intenerisce, ma sente anche
gratitudine, tanta gratitudine… T’immergi poi nel
bagno vero e proprio entrando e soffermandoti in preghiera nella Casa di
Maria, la Madre di Gesù e madre nostra. Le pietre delle
pareti, alle quali puoi appoggiarti, toccarle con mano implorante, ti parlano
di Nazareth, modello di fede e di speranza. Quando t’inginocchi e
guardi per un attimo l’immagine della Madonna, la tua preghiera si fa più
intensa e pensi che anche Maria, lì dentro, è diventata piccola piccola e
tanto umile davanti ad una richiesta sconvolgente, ma che l’ha conquistata:
il suo Sì al Signore! Grazie Maria per il bene che ci vuoi!
IO STO BENE Rimini 1 agosto2007 Cara Lory, tu sei al mare ed io
qua che faccio i compiti, beata te! Però sto bene anch’io… Ora sento suonare
le campane: c’è la Messa… adesso hanno smesso di suonare. Io sto bene, non
preoccuparti. In questo momento la maestra si sta stancando perché c’è un
bambino un bel po’ birichino! (me l’ha detto la maestra di scrivere questa
frase). Fra mezz’ora andremo a
casa; non vedo l’ora di andare dal mio nonno , che mi abbraccerà… In fondo è bello stare
qui con gli amici: abbiamo giocato e fatto merenda. Mi sto divertendo molto
anche adesso che sto scrivendo nel quaderno che la mamma mi ha comprato per
le vacanze. Saluti dalla
parrocchia di San Girolamo. Tuo fratello, Davide. Le insegnanti del doposcuola estivo,
nell’augurare un proficuo anno scolastico a tutti i bambini e ragazzi
desiderano salutare con affetto chi è passato di qua per eseguire i compiti
delle vacanze: Massimo, Luca, Ruben, Rupert, Elena, Benedetta, Valentina,
Cecilia, Marco, Pietro, Veronica, Lucia, Giacomo, Emma, Davide, Lory, Matteo,
Allegra, Olivia, Carlo, Elena, Riccardo, Iacopo, Filippo. Rita
F.L.
ECUMENISMO Un altro passo avanti In questa occasione la Commissione Ecumenica Diocesana ha organizzato nella serata del 4 settembre una veglia di preghiera insieme alla chiesa valdese e alla chiesa ortodossa, nella parrocchia di San Girolamo, per pregare insieme affinchè il cammino di riconciliazione fra le chiese cristiane d’Europa possa progredire più alacremente così che l’Europa possa diventare punto di riferimento di pace e di tolleranza insieme ad esempio di attiva collaborazione, per tutto il mondo. Alle letture sacre, lette e commentate rispettivamente dal pastore Arrigo Bonnes, dal prete ortodosso Serafino Corallo e dal sacerdote cattolico Don Paolo Donati, si sono alternati i canti, suggestivamente interpretati dalla Comunità di Montetauro, e le preghiere delle tre rispettive comunità cristiane.
M.Enrica |
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POESIA ECLISSI
DI CUORE (Rita F. L.) vestita a festa per un magico incontro, ci tieni compagnia in una notte serena. Prima di apparire rossa, però, ti sei immersa completamente nell’orbita terrestre, oscurandoti: ecco la tua eclissi totale, benigna e passeggera. Ma il tuo rossore, per caso, non è dovuto forse ad un sentimento “umano” di vergogna, nel vedere che gli abitanti del tuo Pianeta non hanno più rispetto per se stessi, per le cose, per gli animali? Forse hai pensato: «Quando l’uomo non trova più il tempo per giocare, per sognare, per studiare, per pregare e soprattutto per Amare, allora sì la sua è una totale ed inguaribile eclissi di cuore!». |
POESIA Piazzale Carso (Vincenzo G.) Come frammenti di mare lanciati da solide
fionde ci tuffavamo sul
pallone di cuoio e il sole, il fischio
del treno rotolavano insieme con
noi. Come schegge di mare su quel prato verde schizzavano i nostri
teneri sogni avvolti in una
striscia di cielo.
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